Immobiliare Valbormida
HOME
AGENZIA
DOVE SIAMO
ItalianoEnglishDeutsch
   

Tipo immobile:
Provincia:
Prezzo:
Cod Rif:








Il territorio su cui operiamo si estenda tra il basso Piemonte e la Riviera Ligure;

- Le Langhe
- Il Monferrato
- Comunità Montana Alta Valle Orba, Erro e Bormida di Spigno
- La Comunità Montana Langa Astigiana Valbormida
- Comunità Montana Langa delle Valli
- Comunità Montana Alta Val Bormida
- Prodotti Tipici
- Liguria

IL BASSO PIEMONTE

La zona si articola su un territorio ondulato ricco di vallate e corsi d'acqua segnato prevalentemente da rilievi collinari coltivati a vite (da cui sono prodotti diversi vini a denominazione di origine controllata), alternati a brevi tratti pianeggianti coltivati a grano o mais e, nella parte più settentrionale, riso.
Conta al suo interno borghi e cittadine spesso di origine romana o medioevale che si svilupparono lungo l'antica via Postumia.
Si divide in Langhe e Monferrato e sono presenti diverse Comunità Montane.

LE LANGHE

Le Langhe sono una fascia di colline situate alla destra orografica del fiume Tanaro nella provincia di Cuneo ed Asti in Piemonte.
Famose per la produzione vinicola e per i tartufi (particolarmente per quello bianco di Alba).
Numerose descrizioni delle Langhe nella prima metà del XX secolo si possono trovare nei romanzi di Cesare Pavese, sono un variegato territorio fatto di colline, vallate e lingue di terra di notevole fecondità e bellezza, terre di grande ed antica cultura enogastronomica, ma anche ricche di storia ed arte, con i loro castelli, torri, centri storici, antichi palazzi , musei e rustici in pietra di Langa.
Langhe, nome antichissimo e di derivazione incerta, può significare paese dei Liguri, terreno incolto, o lingue di terra. Le Langhe sono un insieme di colline con creste affilate, segnate da valli profonde, parallele, scavate da torrenti, tra il Tanaro, I'Appennino ligure e il Bormida. L'altezza media oscilla sui 550 metri, e raggiunge i 950 a Mombarcaro, con varietà di colture per la diversa conformazione del terreno. Le Langhe sono individuate per i pregiati prodotti che le caratterizzano. Langa del Barolo, del Barbaresco, dell'Asti, della nocciola, dei boschi e dei pascoli, ma ogni giogaia di colline, ogni vallata, ha usi e tradizioni proprie, dialetti diversi; un piccolo universo dalle sorprese infinite, scoperte e conosciute vivendo a contatto con la gente, con la natura. E' Langa l'alternanza di paesaggi, la vastità degli orizzonti segnati da torri e castelli, la serenità di un silenzio rotto dai belati dei greggi e dai ritmi degli attrezzi agricoli.
Sulla piazza di La Morra, il più suggestivo belvedere delle Langhe, si innalza il monumento al vignaiolo, protagonista di questa terra che dal vitigno del nebbiolo produce il più conosciuto e il più prestigioso dei vini italiani: il Barolo. La vigna è presente quasi ovunque: ; la coltura della vite è un atto di coraggio continuo, fatica vera incessante, che forgia e muta i costumi e l'uomo di Langa. E' la Langa dei castelli medioevali, fortezze architettoniche popolate nell'800 da re e ministri, scrittori e belle donne, nobili e cortigiane. La vite e l'invecchiamento del vino sono la continuità delle tradizioni, il segno di una civiltà contadina testimoniata nelle enoteche di Grinzane, di Barolo e di La Morra, nel museo di contadinerie dell'Abbazia dell'Annunziata nelle botteghe artigiane del castello di Grinzane allestite e curate dall'Ordine dei Cavalieri del tartufo e dei vini d'Alba.
Amene colline, primi contrafforti di una Langa più aspra, costeggiano l'ampia vallata del Tanaro alle porte di Alba, filari di vigneti baciati dal sole, aziende agricole gelose della propria cantina con il nebbiolo che diventa barbaresco invecchiando nelle botti di rovere. I fianchi delle colline che sfuggono ai raggi del sole sono macchie di boschi per tartufi e selvaggina. Dalle valli di Barbaresco, Neive e Treiso, solcate da una antica strada romana, assurse ai fasti del I'impero romano Publio Elvio Pertinace. Dall'alto di un colle, Neive si nobilita di architetture romaniche e barocche e apre la porta alle terre del Moscato.

IL MONFERRATO

Il Monferrato (Monfrà in piemontese) è compreso soprattutto fra le province di Asti e Alessandria ed è una zona prevalentemente collinare a sud del Po verso l'Appennino ligure, è una delle più famose regioni vinicole italiane, soprattutto per quel che riguarda i vini rossi e gli spumanti. Oltre alla viticoltura, attività importanti per l'economia del Monferrato sono l'agricoltura (nocciole, frutta), l'allevamento (carni, formaggi), la gastronomia (tartufi e funghi) e il turismo e le sue caratteristiche costruzioni (rustici in pietra e cascine).Tutto il Piemonte è regione dedicata alla viticoltura, ma il Monferrato lo è in modo ancor più eclatante: i vigneti ricoprono quasi interamente le sommità e le pendici delle colline, alternandosi a piccoli boschi. Il motivo di questa particolare vocazione sta in un eccellente mix di clima e conformazione geologica dei terreni, che ha permesso un'ampia diffusione dei vitigni, la maggior parte dei quali autoctoni, e di una altrettanta conseguente varietà di vini.
Nel Monferrato la vite e il vino non sono solo una delle principali fonti di ricchezza ma anche un'espressione di cultura e di tradizione, frutto di un tenace attaccamento alla terra e di secoli di duro lavoro, necessario per attuare una trasformazione agraria di eccezionali dimensioni.
In origine era una contea, divenne un marchesato con il conte Aleramo del Monferrato nel 961 in seguito alle lotte per il potere in Italia fra Berengario d'Ivrea e l'imperatore Ottone I. I marchesi del Monferrato si imparentarono con le case reali di Francia e dell'impero. A seguito delle crociate si imparentarono con i re di Gerusalemme e con la famiglia imperiale di Bisanzio.

Comunità Montana Alta Valle Orba, Erro e Bormida di Spigno

www.cm-ponzone.al.it

Il territorio della Comunità Montana Alta Valle Orba Erro e Bormida di Spigno è incastonato tra Piemonte e Liguria tra pianura e appennino, tra langhe e mare.
www.langhe.net Ristagno, Cartosio, Cassinelle, Castelletto d’Erro, Cavatore, Cremolino, Denice, Grognardo, Malvicino, Melazzo, Marana, Molare, Montchiaro d’ Acqui, Morbello, Pareto, Ponti, Ponzone, Prasco, Spigno Monferrato, Terzo e Visone
Senza dubbio, uno degli ambienti naturalistici piemontesi più interessanti: la sua caratteristica principale è data dall'alternanza di paesaggi tipicamente appenninici - con forreste e boschi estesi soprattutto sui rilievi esposti a mezzanotte - con vaste aree collinari, intensamente coltivate e antropizzate, caratterizzate dalla presenza di rustici in pietra.

L'azione erosiva dei molti corsi d'acqua e degli agenti atmosferici ha creato nel tempo una diversificazione di habitat come quello dei calanchi, vaste estensioni di dune tufacee semidesertiche solo in parte colonizzate dalle ginestre e da alberi di basso fusto. Questo insieme di fattori così eterogeneo è fondamentale per la vita di particolari elementi faunistici come mammiferi carnivori ed erbivori o uccelli rapaci diurni e notturni, la cui presenza dimostra la naturalezza dell’ambiente,
Il clima è di tipo continentale, in estate il vento a regime di brezza soffia sovente sui colli e rende gradevole e ambita la permanenza ai villeggianti che trovano svago e riposo in queste terre.
Il territorio della Comunità Montana è strutturato lungo tre solchi vallivi che incidono profondamente le colline e i monti appenninici al confine con la Liguria. Tre valli e quindi tre fiumi - l'Orba, l'Erro e la Bormida di Spigno - dalle caratteristiche assai diverse, che disegnano infinità di paesaggi e di occasioni di sosta, di passeggiate, di escursioni. Dai boschi dell'Orba selvosa di manzoniana memoria, su alle terre rosse di Ponzone e dell'Erro, per passare alle marne a scaglie grigiastre che caratterizzano i calanchi e terminare con le ultime propaggini di Langa, a Spigno, Merana e Denice non mancano le occasioni per riconoscere negli aspetti più vari dell'ambiente i segni di una incredibile evoluzione geologica, iniziata oltre 150 milioni di anni fa.
Visitarlo significa scoprire mille occasioni nascoste di arte e di cultura, di buona tavola e di genuino folclore.
Una natura incontaminata a pochi chilometri dalle spiagge della liguria, dalle terme di Acqui , dai vini di Canelli, Ovada, Alba e Strevi
Un angolo di intatto medioevo che rivive i fasti del Marchesato di Ponzone nella annuale rievocazione storica.
Terra di passaggio e, oggi più che mai di sosta e di ristoro per chi cerca una vacanza diversa dalle solite mete: una terra slow che riscopre se stessa e si apre agli altri con tutte le sue ricchezze.
Visitarla significa godere il eccezionale patrimonio naturalistico , valli e colline, calanchi e torrenti, punti panoramici e boschi infiniti ricchi di fiori, piante e animali da osservare , splendidi rustici.

Visitare queste terre significa assaggiare la formaggetta di latte caprino, il filetto baciato, i salumi la carne, il miele , i frutti di bosco, i funghi e i tartufi ; terra di grandi vini dolcetto, barbera, moscato e brachetto coglierne i retrogusti , gli odori delle erbe e della terra tufacea cha maturato le uve e ne ha esaltato i sentori.
Importanti sono le erbe aromatiche www.agronatura.it che coltivate in questa area raggiungono livelli qualitativi eccezionali.
Nel territorio della Comunità Montana potrete partecipare alle numerose sagre popolari , alle feste di paese assaggiando le raviole, le frittelle e le acciughe, la polenta e le focacce, la buona carne e le bugie leggere e croccanti






La Comunità Montana Langa Astigiana Valbormida

www.langastigiana.at.it

Un territorio formato da 16 Comuni, tutti in Provincia di Asti. La zona è compresa tra Canelli, Acqui Terme, Nizza Monferrato, Alba e facilmente raggiungibile da Alessandria, Asti e Torino dove si trovano i principali raccordi autostradali.
I Comuni che ne fanno parte sono: Bubbio, Cassinasco, Castelrocchero, Castelboglione, Cessole, Loazzolo, Monastero Bormida, Mombaldone, Montabone, Olmo Gentile, Roccaverano, Rocchetta Palafea, San Giorgio Scarampi, Serole, Sessame, Vesime.

Il territorio mai identico a se stesso, presenta svariati paesaggi a seconda dell’altitudine che varia da un minimo di 120 m s.l.m a 845 m s.l.m.: l’occhio di un osservatore attento può dunque cogliere magnifiche varietà cromatiche che cambiano non solo con il variare delle stagioni ma anche con il passaggio da un paesaggio tipicamente collinare, quale si trova nei Comuni di fondovalle dove i vigneti si intersecano con i prati ed i seminativi, ad uno tipicamente appenninico nei Comuni di maggior altitudine dove i boschi regnano quasi sovrani.
La zona è caratterizzata da un ambiente incontaminato, con un forte rispetto della natura dove tranquillità, sicurezza e buone maniere sono lo stile di vita quotidiano.
Tale complessità comporta all’interno del territorio della Comunità Montana Langa Astigiana – Val Bormida, una notevole diversificazione nell’ aspetto paesaggistico a seconda dell’altitudine.
Conseguentemente anche la vegetazione presenta delle percettibili differenze varietali a seconda delle altimetrie.
Particolari condizioni geomorfologiche e climatiche permettono inoltre la sopravvivenza di una flora spontanea rara e specializzata, accanto ad una natura in cui si riconosce l’impronta dell’uomo, basti osservare le vaste aree coltivate o vitate e i vari castagneti da taglio o da frutto che si affiancano alle altre essenze boschive.
In questa natura diversificata, anche la fauna risente leggermente delle differenze altimetriche: la pernice rossa e la starna, ad esempio, in fatto di esigenze di habitat, necessitano di territori ben differenziati.
La prima vive quasi esclusivamente negli ambienti di alta collina, nei comuni di San Giorgio Scarampi, Serole, Roccaverano, Olmo Gentile e Loazzolo, mentre la seconda risiede principalmente nelle zone di pianura o di media collina, i restanti comuni del territorio della Comunità Montana.
La natura, in tutti i suoi svariati aspetti, è un’ottima risorsa per la zona, offre potenzialità a diversi livelli: oltre che garantire una migliore qualità della vita ai suoi abitanti, crea possibilità di incremento dei flussi turistici, ragion per cui va prima di tutto salvaguardata e quindi valorizzata.
Esistono luoghi molto suggestivi nei quali lo sguardo si perde, luoghi talvolta popolari solo alla gente del posto, e forse proprio per questo ancora così affascinanti.
Molto sviluppato il senso dell’ospitalità per cui sono diverse le strutture Alberghiere, Agrituristiche, B.&B. e Alloggi vacanze che unitamente a quelle della Ristorazione si trovano dislocate nei vari Comuni della Comunità Montana.
I prodotti tipici sono numerosi e di vero pregio. Si trovano ottimi vini quali Barbera, Dolcetto, Cortese, ma un elogio particolare va speso per i vini dolci aromatici quali il Moscato d’Asti D.O.C.G., il Brachetto d’Acqui D.O.C.G ed il Loazzolo D.O.C (vino prodotto da uve moscato a vendemmia tardiva. Trattasi della più piccola D.O.C. d’Italia).
Sono numerosi i laboratori artigianali specializzati nella produzione di dolci tipici alla Nocciola Tonda Gentile di coltivazione locale (Amaretti, Torte alla nocciola, Torrone, Pasticceria fresca e Secca ecc…), mentre dagli allevamenti strettamente controllati e certificati si producono carni di bovini di razza piemontese, capponi e polli ruspanti di Langa e salumi che fanno parte dei menù serviti dai ristoratori locali. Un elogio particolare va riservato alla Robiola Roccaverano D.O.P., formaggio prodotto da latte di capre selezionate e condotte al pascolo nei prati della zona di produzione. Unica D.O.P. a latte caprino crudo e prodotta in un ristretto territorio: è molto ricercata dai grandi ristoratori di tutto il mondo.
L’ambiente è ben conservato e ricco di boschi e passeggiate naturalistiche adatte per trascorrere in tranquillità piacevoli vacanze. Tutto il territorio ha aderito ad un programma naturalistico “ogm free” in collaborazione con il Comune di Bubbio che oltre a far parte della Comunità Montana è il primo Comune antitransgenico d’Italia.
Per gli amanti della cultura si informa che sono numerosi i Castelli ( esempio tipico di recupero è Monastero Bormida),
le Torri, le Pievi, tutti di epoca medioevale che meritano di essere visitati, mentre da marzo a dicembre di ogni anno sono programmate molteplici feste che vengono proposte nei vari Comuni per ricordare le tradizioni e la cultura locale.
Un territorio quindi quello della LANGA ASTIGIANA tutto da scoprire e che merita di essere visitato.

Comunità Montana Langa delle Valli

www.langadellevalli.it

Formato da sedici Comuni : Bergolo, Castelletto Uzzone, Castino, Cortemilia, Cossano Belbo, Gorzegno, Gottasecca, Levice, Monesiglio, Perletto, Pezzolo, Prunetto, Rocchetta Belbo, Saliceto, Santo Stefano belbo, Torre Bormida
Il termine "langa" è molto antico e di incerto significato: nella tradizione locale indica la tipica cresta assottigliata delle colline. Il territorio delle Langhe, colline alte fra i 400(bassa Langa) e 900 metri (alta Langa), è quello fra l'Appennino ligure, a sud; i fiumi Tanaro a ovest Bormida di Spigno a Est.
A nord la Langa si affaccia sulle suggestive colline del Roero che, dolcemente, degradano fino alla piana torinese. Ad est il Monferrato.
Il clima delle Langhe è addolcito dai venti provenienti dal mare.



Colline come opere d arte, grandi boschi , rustici in pietra di langa, cascine, macchie di noccioleti caratterizzano questo angolo di provincia “Granda”

Comunità Montana Alta Val Bormida

www.cm-altavalbormida.it

Formato da diciotto Comuni : Altare, Bardineto, Bormida, Cairo Montenotte, Coalizzano, Carcare, Cengio, Cosseria, Dego, Mallare, Massimino, Millesimo , Murialdo, Origlia, Pallare, Piana Crixia, Podio, Roccavignale.
A cavallo tra la più conosciuta Riviera Ligure e il basso Piemonte, zona di passaggio obbligato tra le due regioni fin dai tempi più remoti, il territorio della Comunità Montana “Alta Val Bormida” è una terra di confine, complessa e ricca di contraddizioni. Di là dallo spartiacque appenninico, più vicina alle Langhe per paesaggio, ma anche per tradizioni e parlata, la Val Bormida evidenzia una “piemontesità” che l’ha sempre fatta rimanere un po’ ai margini nella considerazione degli altri liguri. Notevoli sono le risorse naturali oggetto di continua scoperta e valorizzazione: il patrimonio arboreo (la copertura delle foreste raggiunge l’80% dell’intero territorio), la flora (ginepri, agrifogli, pungitopi, varie qualità di felci e numerose orchidee selvatiche), la fauna nonché le valenze del sottosuolo (numerose grotte carsiche da cui sono emersi anche reperti archeologici). In questa porzione di entroterra ligure numerosi sono i castelli, le torri e i borghi che rimandano al Medioevo, epoca in cui il territorio acquistò la fisionomia che ancora oggi gli è propria.

Il patrimonio storico insediativo comprende circa 30 Centri Storici maggiori, per la maggior parte di fondazione medievale o anche di impianto romano come nel caso del Centro Storico di Cairo Montenotte. Mediamente ogni comune possiede tre o quattro nuclei storici minori per un totale di circa 70 insediamenti rurali che conservano ancora le tradizioni edilizie e costruttive tipiche dei borghi rurali.

A questo patrimonio di forme urbane di notevole valore paesistico si integra una costellazione di architetture antiche di grande interesse culturale e artistico raggruppate nelle tre principali tipologie dell'edilizia civile specialistica (ferriere, fornaci, segherie, mulini, ecc.) con circa 120 emergenze maggiori; di quella religiosa (chiese, cappelle, conventi, oratori, ecc.) con circa 200 emergenze censite; infine di quella militare con circa 40 castelli di fondazione medievale e altrettanti forti, ridotte e caserme di impianto ottocentesco, localizzati, questi ultimi, lungo la direttrice principale dello spartiacque tirrenico con massime concentrazioni nei pressi dei valichi del Giovo, di Cadibona e del Melogno.
Il tipo di orografia ha caratterizzato l'uso della superficie del territorio, permettendo l'attività agricola solo nella parte bassa della vallata e destinando la fascia collinare intermedia a pascoli e a coltivazioni di castagno da frutto. Per quanto riguarda l'attività produttiva, la vicinanza con l’Alta Langa Piemontese ha condizionato le scelte, orientandole prevalentemente verso la zootecnia da latte e da carne, di conseguenza molti ettari di territorio sono coltivati a foraggio e a seminativi in rotazione. Si segnala inoltre la particolare attenzione rivolta all'allevamento ovi-caprino che può contare su un centro di assistenza tecnica specializzato a Cairo Montenotte.
La grande risorsa dell'agricoltura locale di tipo più montano è rappresentata dai funghi e dai tartufi, questi ultimi sono presenti in diverse varietà, sia bianchi che neri, i primi sono cercati con successo nelle tartufaie di Plodio, Cosseria, Millesimo, Cengio, Carcare e Cairo Montenotte, quelli neri, invece, si trovano soprattutto nel territorio di Dego e Piana Crixia. Inoltre la realtà climatica favorisce la coltivazione di piccoli frutti. E proprio attraverso la valorizzazione e lo sviluppo di queste colture, l'agricoltura tende a qualificarsi come agricoltura di qualità e di nicchia, non quindi al servizio del grande mercato, bensì per un target specifico e ristretto Numerosi ristoranti della valle, in cui trionfano i piatti della cucina tipica (una robusta gastronomia di influenza piemontese, con pietanze che indulgono agli aromi della Liguria costiera), propongono abbondanti nevicate di tartufi (particolarmente pregiato il tartufo bianco della Val Bormida) a coronamento ed esaltazione della prelibatezza delle ricette tipiche. In questa zona, oltre ad un notevole patrimonio storico, culturale e architettonico, sono presenti numerose aree di interesse naturalistico, dalle Aree Protette regionali di Piana Crixia e del Bric Tana, presso Millesimo, alla riserva dell'Adelasia, all'oasi avifaunistica di Rocchetta, al monte Camulera (Murialdo), alla faggeta del Melogno (Calizzano), al Parco Regionale del Monte Beigua, aree wilderness. Non si possono poi dimenticare il Lago di Osiglia, un bacino artificiale di 13 milioni di metri cubi, nel quale si praticano sports acquatici e si svolgono gare ed appuntamenti sportivi, e i numerosi percorsi attrezzati, percorribili a piedi, in mountain bike o a cavallo.
Il clima si può considerare a metà strada tra quello marittimo e quello padano.

PRODOTTI TIPICI

IL TARTUFO BIANCO

Da ottobre a dicembre, qualsiasi giornata è ideale per una "scappata" sulle colline del Monferrato, di Langa , territorio che nasconde vallate preziosissime: qui nasce infatti il ricercatissimo tartufo bianco (in latino "Tuber Magnatum" ), delizioso frutto della terra, vero e proprio tesoro sotterraneo. Con il suo intenso profumo e l'originale sapore è tra i più misteriosi "gioielli" del regno vegetale.
Lo sviluppo di questo prezioso tubero richiede determinate condizioni: non ama l'asciutto e necessita di determinati sali, si adatta inoltre ad un certo clima e preferisce terreni argilloso-calcarei, con la presenza di silice. Si sviluppa in simbiosi con parecchie specie di alberi: la quercia, il pioppo, il tiglio, il salice, ecc. La sua rarità lo porta ad essere pregiato. Il più quotato è il tartufo di quercia, abbastanza scuro e bitorzoluto, di maggiore peso specifico, proveniente da terreni compatti.
In tavola, abbinato alle portate della migliore cucina monferrina, lasciandosi guidare dagli esperti ristoratori della zona. E' una vera delizia, una grazia per il palato e, malgrado la sua valutazione, tra i piaceri colti e fini, è fra i meno costosi.
Il tartufo è anche on line con il suo sito internet disponibile in tre lingue (italiano, inglese, tedesco): l'indirizzo è www.truffel.com

I FORMAGGI

La Robiola di Roccaverano: formaggio grasso a pasta fresca non sottoposto ad alcuna maturazione o stagionatura. Ha forma cilindrica con facce piane, leggermente orlate. Il peso di ciascuna forma può variare tra i 400 e i 200 grammi. La pasta è di colore bianco latte ed è finemente granulosa, mentre non è presente alcuna crosta esterna. Al gusto risulta leggermente acidula con un sapore delicato, saporito e tipico.
La Toma Piemontese: formaggio semicotto a pasta morbida, è stagionato in tradizionali grotte e ambienti idonei per almeno 60 giorni. Ha sapore dolce e gradevole ed aroma delicato

LA NOCCIOLA

La nocciola del Piemonte è la più conosciuta ed apprezzata tra le nocciole che crescono in Italia ed è uno dei vanti della produzione agricola di Monferrato e Langhe: apprezzata per la delicatezza del suo sapore e anche per la facilità della calibratura, l'eccellente pelabilità, la buona resa allo sgusciato e la spiccata attitudine ad essere conservata.
Già a partire dal secolo scorso i pasticceri torinesi valorizzarono le qualità di questa particolare specie di nocciola, primo fra tutti Michele Prochet che la inserì come ingrediente insostituibile del cioccolato gianduja.
Un dolce tipico delle Langhe e del Monferrato è proprio la torta di nocciole, una focaccia morbida o compatta a seconda delle diverse ricette che ogni paese rigorosamente tramanda. Anche la gastronomia tradizionale utilizza la nocciola come ingrediente per salse e sughi salati o come contorno di piatti importanti quali gli arrosti, i formaggi freschi e stagionati delle Langhe e i dessert a base di frutta secca e miele.
Il nocciolo è entrato a tal punto a far parte della cultura locale da essere avvolto da un'aura di magia: i contadini ritenevano che il suo cespuglio fosse abitato da fate e folletti, mentre, per attività più pratiche, proprio una verga di nocciolo è lo strumento dei rabdomanti.

LIGURIA

La Liguria è affacciata sul mar Ligure a sud e confina con la Francia a ovest, con il Piemonte a nord-ovest, con l'Emilia-Romagna a nord-est e con la Toscana a est. È ripartita nelle province di Imperia, La Spezia, Savona e Genova che è anche capoluogo regionale.

La Liguria gode di un clima mediterraneo, ma non uniformemente; essa risente della morfologia accidentata di un territorio in gran parte montuoso, ma aperto su un mare decisamente caldo rispetto alla sua latitudine relativamente elevata. I fattori morfologici principali sono infatti due, la forma ad arco aperto verso mezzogiorno della regione e la dorsale montuosa che si sviluppa tra il confine francese e quello toscano e costituisce la displuviale tra il versante tributario del Mar Ligure e quello padano-adriatico.
Questa morfologia complessa genera condizioni microclimatiche diverse nelle due riviere, infatti, mentre le coste dell'Imperiese e dell'Ovest Savonese vantano una piovosità moderata (700-900 mm annui), dovuta al fatto che queste aree si trovano sottovento rispetto alle umide correnti sud-occidentali e meridionali, e temperature quasi tutto l'anno costanti su valori miti, perché protette da una dorsale montuosa a tratti molto elevata e soggette a fenomeni di "foehn alpino" quando i venti spirano da settentrione.
Tali valori poi hanno caratteristiche di eccezionalità se si prende in considerazione la latitudine piuttosto elevata di questi territori, che lambiscono il 44° parallelo Nord, basti pensare che a Sanremo le temperature medie mensili sono comprese tra i +9,4°C di gennaio e i +24,1°C di luglio, mentre a Bordighera la media giornaliera del mese di gennaio sale addirittura a +10,1°C, valore non dissimile da quelli che caratterizzano le coste del Golfo di Salerno e della Calabria tirrenica settentrionale.

Le coste da Savona alla Spezia possono conoscere d'inverno periodi più rigidi, perché meno efficacemente protette dai venti settentrionali, anche se le temperature medie invernali (gennaio), nella fascia costiera, sono miti e comprese quasi ovunque tra i +7 e i +8°C (ma con valori attorno ai +9°C in alcune aree particolarmente riparate, come la fascia litoranea del Golfo Paradiso, quella delle Cinque Terre e il tratto di litorale compreso tra Arenzano e Varazze); in genere la piovosità cresce procedendo da Savona verso Est, con medie che si portano rapidamente attorno ai 1100-1200 mm annui, ma con punte di oltre 1400 mm in alcune aree del settore centro-orientale del Golfo di Genova e nel settore più interno del Golfo della Spezia; molto bassa la frequenza delle gelate nella fascia litoranea, si passa infatti dai 0,4 giorni annui di Alassio, ai 3,2 di Sestri Ponente fino ai 5,8 di Chiavari e ai 10,7 della Spezia; le gelate oltre ad essere rare sono in genere lievi (seppure a Genova e a Savona si siano registrati valori minimi fino a -8°C e qualche giorno di ghiaccio, durante alcuni inverni particolarmente freddi, questi sono comunque casi eccezionali e non di rado, nelle due città liguri, l'inverno può trascorrere senza una sola gelata notturna).

 

 
 
Immobiliare Valbormida - P. Iva 08175980013 - 2008 © Tutti i diritti riservati
apgrade - Comunicazione web