Il territorio su cui operiamo si estenda tra
il basso Piemonte e la Riviera Ligure;
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Le Langhe
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Il Monferrato
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Comunità Montana Alta
Valle Orba, Erro e Bormida di Spigno
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La Comunità Montana
Langa Astigiana Valbormida
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Comunità Montana Langa
delle Valli
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Comunità Montana Alta
Val Bormida
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Prodotti Tipici
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Liguria
IL BASSO PIEMONTE
La zona si articola su un territorio ondulato
ricco di vallate e corsi d'acqua segnato
prevalentemente da rilievi collinari coltivati
a vite (da cui sono prodotti diversi vini
a denominazione di origine controllata),
alternati a brevi tratti pianeggianti coltivati
a grano o mais e, nella parte più
settentrionale, riso.
Conta al suo interno borghi e cittadine
spesso di origine romana o medioevale che
si svilupparono lungo l'antica via Postumia.
Si divide in Langhe e Monferrato e sono
presenti diverse Comunità Montane.
LE LANGHE
Le Langhe sono una fascia di colline situate
alla destra orografica del fiume Tanaro
nella provincia di Cuneo ed Asti in Piemonte.
Famose per la produzione vinicola e per
i tartufi (particolarmente per quello bianco
di Alba).
Numerose descrizioni delle Langhe nella
prima metà del XX secolo si possono
trovare nei romanzi di Cesare Pavese, sono
un variegato territorio fatto di colline,
vallate e lingue di terra di notevole fecondità
e bellezza, terre di grande ed antica cultura
enogastronomica, ma anche ricche di storia
ed arte, con i loro castelli, torri, centri
storici, antichi palazzi , musei e rustici
in pietra di Langa.
Langhe, nome antichissimo e di derivazione
incerta, può significare paese dei
Liguri, terreno incolto, o lingue di terra.
Le Langhe sono un insieme di colline con
creste affilate, segnate da valli profonde,
parallele, scavate da torrenti, tra il Tanaro,
I'Appennino ligure e il Bormida. L'altezza
media oscilla sui 550 metri, e raggiunge
i 950 a Mombarcaro, con varietà di
colture per la diversa conformazione del
terreno. Le Langhe sono individuate per
i pregiati prodotti che le caratterizzano.
Langa del Barolo, del Barbaresco, dell'Asti,
della nocciola, dei boschi e dei pascoli,
ma ogni giogaia di colline, ogni vallata,
ha usi e tradizioni proprie, dialetti diversi;
un piccolo universo dalle sorprese infinite,
scoperte e conosciute vivendo a contatto
con la gente, con la natura. E' Langa l'alternanza
di paesaggi, la vastità degli orizzonti
segnati da torri e castelli, la serenità
di un silenzio rotto dai belati dei greggi
e dai ritmi degli attrezzi agricoli.
Sulla piazza di La Morra, il più
suggestivo belvedere delle Langhe, si innalza
il monumento al vignaiolo, protagonista
di questa terra che dal vitigno del nebbiolo
produce il più conosciuto e il più
prestigioso dei vini italiani: il Barolo.
La vigna è presente quasi ovunque:
; la coltura della vite è un atto
di coraggio continuo, fatica vera incessante,
che forgia e muta i costumi e l'uomo di
Langa. E' la Langa dei castelli medioevali,
fortezze architettoniche popolate nell'800
da re e ministri, scrittori e belle donne,
nobili e cortigiane. La vite e l'invecchiamento
del vino sono la continuità delle
tradizioni, il segno di una civiltà
contadina testimoniata nelle enoteche di
Grinzane, di Barolo e di La Morra, nel museo
di contadinerie dell'Abbazia dell'Annunziata
nelle botteghe artigiane del castello di
Grinzane allestite e curate dall'Ordine
dei Cavalieri del tartufo e dei vini d'Alba.
Amene colline, primi contrafforti di una
Langa più aspra, costeggiano l'ampia
vallata del Tanaro alle porte di Alba, filari
di vigneti baciati dal sole, aziende agricole
gelose della propria cantina con il nebbiolo
che diventa barbaresco invecchiando nelle
botti di rovere. I fianchi delle colline
che sfuggono ai raggi del sole sono macchie
di boschi per tartufi e selvaggina. Dalle
valli di Barbaresco, Neive e Treiso, solcate
da una antica strada romana, assurse ai
fasti del I'impero romano Publio Elvio Pertinace.
Dall'alto di un colle, Neive si nobilita
di architetture romaniche e barocche e apre
la porta alle terre del Moscato.
IL MONFERRATO
Il Monferrato (Monfrà in piemontese)
è compreso soprattutto fra le province
di Asti e Alessandria ed è una zona
prevalentemente collinare a sud del Po verso
l'Appennino ligure, è una delle più
famose regioni vinicole italiane, soprattutto
per quel che riguarda i vini rossi e gli
spumanti. Oltre alla viticoltura, attività
importanti per l'economia del Monferrato
sono l'agricoltura (nocciole, frutta), l'allevamento
(carni, formaggi), la gastronomia (tartufi
e funghi) e il turismo e le sue caratteristiche
costruzioni (rustici in pietra e cascine).Tutto
il Piemonte è regione dedicata alla
viticoltura, ma il Monferrato lo è
in modo ancor più eclatante: i vigneti
ricoprono quasi interamente le sommità
e le pendici delle colline, alternandosi
a piccoli boschi. Il motivo di questa particolare
vocazione sta in un eccellente mix di clima
e conformazione geologica dei terreni, che
ha permesso un'ampia diffusione dei vitigni,
la maggior parte dei quali autoctoni, e
di una altrettanta conseguente varietà
di vini.
Nel Monferrato la vite e il vino non sono
solo una delle principali fonti di ricchezza
ma anche un'espressione di cultura e di
tradizione, frutto di un tenace attaccamento
alla terra e di secoli di duro lavoro, necessario
per attuare una trasformazione agraria di
eccezionali dimensioni.
In origine era una contea, divenne un marchesato
con il conte Aleramo del Monferrato nel
961 in seguito alle lotte per il potere
in Italia fra Berengario d'Ivrea e l'imperatore
Ottone I. I marchesi del Monferrato si imparentarono
con le case reali di Francia e dell'impero.
A seguito delle crociate si imparentarono
con i re di Gerusalemme e con la famiglia
imperiale di Bisanzio.
Comunità Montana Alta Valle
Orba, Erro e Bormida di Spigno
www.cm-ponzone.al.it
Il territorio della Comunità Montana
Alta Valle Orba Erro e Bormida di Spigno
è incastonato tra Piemonte e Liguria
tra pianura e appennino, tra langhe e mare.
www.langhe.net Ristagno, Cartosio, Cassinelle,
Castelletto d’Erro, Cavatore, Cremolino,
Denice, Grognardo, Malvicino, Melazzo, Marana,
Molare, Montchiaro d’ Acqui, Morbello,
Pareto, Ponti, Ponzone, Prasco, Spigno Monferrato,
Terzo e Visone
Senza dubbio, uno degli ambienti naturalistici
piemontesi più interessanti: la sua
caratteristica principale è data
dall'alternanza di paesaggi tipicamente
appenninici - con forreste e boschi estesi
soprattutto sui rilievi esposti a mezzanotte
- con vaste aree collinari, intensamente
coltivate e antropizzate, caratterizzate
dalla presenza di rustici in pietra.
L'azione
erosiva dei molti corsi d'acqua e degli
agenti atmosferici ha creato nel tempo una
diversificazione di habitat come quello
dei calanchi, vaste estensioni di dune tufacee
semidesertiche solo in parte colonizzate
dalle ginestre e da alberi di basso fusto.
Questo insieme di fattori così eterogeneo
è fondamentale per la vita di particolari
elementi faunistici come mammiferi carnivori
ed erbivori o uccelli rapaci diurni e notturni,
la cui presenza dimostra la naturalezza
dell’ambiente,
Il clima è di tipo continentale,
in estate il vento a regime di brezza soffia
sovente sui colli e rende gradevole e ambita
la permanenza ai villeggianti che trovano
svago e riposo in queste terre.
Il territorio della Comunità Montana
è strutturato lungo tre solchi vallivi
che incidono profondamente le colline e
i monti appenninici al confine con la Liguria.
Tre valli e quindi tre fiumi - l'Orba, l'Erro
e la Bormida di Spigno - dalle caratteristiche
assai diverse, che disegnano infinità
di paesaggi e di occasioni di sosta, di
passeggiate, di escursioni. Dai boschi dell'Orba
selvosa di manzoniana memoria, su alle terre
rosse di Ponzone e dell'Erro, per passare
alle marne a scaglie grigiastre che caratterizzano
i calanchi e terminare con le ultime propaggini
di Langa, a Spigno, Merana e Denice non
mancano le occasioni per riconoscere negli
aspetti più vari dell'ambiente i
segni di una incredibile evoluzione geologica,
iniziata oltre 150 milioni di anni fa.
Visitarlo significa scoprire mille occasioni
nascoste di arte e di cultura, di buona
tavola e di genuino folclore.
Una natura incontaminata a pochi chilometri
dalle spiagge della liguria, dalle terme
di Acqui , dai vini di Canelli, Ovada, Alba
e Strevi
Un angolo di intatto medioevo che rivive
i fasti del Marchesato di Ponzone nella
annuale rievocazione storica.
Terra di passaggio e, oggi più che
mai di sosta e di ristoro per chi cerca
una vacanza diversa dalle solite mete: una
terra slow che riscopre se stessa e si apre
agli altri con tutte le sue ricchezze.
Visitarla significa godere il eccezionale
patrimonio naturalistico , valli e colline,
calanchi e torrenti, punti panoramici e
boschi infiniti ricchi di fiori, piante
e animali da osservare , splendidi rustici.
Visitare queste terre significa assaggiare
la formaggetta di latte caprino, il filetto
baciato, i salumi la carne, il miele , i
frutti di bosco, i funghi e i tartufi ;
terra di grandi vini dolcetto, barbera,
moscato e brachetto coglierne i retrogusti
, gli odori delle erbe e della terra tufacea
cha maturato le uve e ne ha esaltato i sentori.
Importanti sono le erbe aromatiche www.agronatura.it
che coltivate in questa area raggiungono
livelli qualitativi eccezionali.
Nel territorio della Comunità Montana
potrete partecipare alle numerose sagre
popolari , alle feste di paese assaggiando
le raviole, le frittelle e le acciughe,
la polenta e le focacce, la buona carne
e le bugie leggere e croccanti
La Comunità Montana Langa Astigiana
Valbormida
www.langastigiana.at.it
Un territorio formato da 16 Comuni, tutti
in Provincia di Asti. La zona è compresa
tra Canelli, Acqui Terme, Nizza Monferrato,
Alba e facilmente raggiungibile da Alessandria,
Asti e Torino dove si trovano i principali
raccordi autostradali.
I Comuni che ne fanno parte sono: Bubbio,
Cassinasco, Castelrocchero, Castelboglione,
Cessole, Loazzolo, Monastero Bormida, Mombaldone,
Montabone, Olmo Gentile, Roccaverano, Rocchetta
Palafea, San Giorgio Scarampi, Serole, Sessame,
Vesime.
Il territorio mai identico a se stesso,
presenta svariati paesaggi a seconda dell’altitudine
che varia da un minimo di 120 m s.l.m a
845 m s.l.m.: l’occhio di un osservatore
attento può dunque cogliere magnifiche
varietà cromatiche che cambiano non
solo con il variare delle stagioni ma anche
con il passaggio da un paesaggio tipicamente
collinare, quale si trova nei Comuni di
fondovalle dove i vigneti si intersecano
con i prati ed i seminativi, ad uno tipicamente
appenninico nei Comuni di maggior altitudine
dove i boschi regnano quasi sovrani.
La zona è caratterizzata da un ambiente
incontaminato, con un forte rispetto della
natura dove tranquillità, sicurezza
e buone maniere sono lo stile di vita quotidiano.
Tale complessità comporta all’interno
del territorio della Comunità Montana
Langa Astigiana – Val Bormida, una
notevole diversificazione nell’ aspetto
paesaggistico a seconda dell’altitudine.
Conseguentemente anche la vegetazione presenta
delle percettibili differenze varietali
a seconda delle altimetrie.
Particolari condizioni geomorfologiche e
climatiche permettono inoltre la sopravvivenza
di una flora spontanea rara e specializzata,
accanto ad una natura in cui si riconosce
l’impronta dell’uomo, basti
osservare le vaste aree coltivate o vitate
e i vari castagneti da taglio o da frutto
che si affiancano alle altre essenze boschive.
In questa natura diversificata, anche la
fauna risente leggermente delle differenze
altimetriche: la pernice rossa e la starna,
ad esempio, in fatto di esigenze di habitat,
necessitano di territori ben differenziati.
La prima vive quasi esclusivamente negli
ambienti di alta collina, nei comuni di
San Giorgio Scarampi, Serole, Roccaverano,
Olmo Gentile e Loazzolo, mentre la seconda
risiede principalmente nelle zone di pianura
o di media collina, i restanti comuni del
territorio della Comunità Montana.
La natura, in tutti i suoi svariati aspetti,
è un’ottima risorsa per la
zona, offre potenzialità a diversi
livelli: oltre che garantire una migliore
qualità della vita ai suoi abitanti,
crea possibilità di incremento dei
flussi turistici, ragion per cui va prima
di tutto salvaguardata e quindi valorizzata.
Esistono luoghi molto suggestivi nei quali
lo sguardo si perde, luoghi talvolta popolari
solo alla gente del posto, e forse proprio
per questo ancora così affascinanti.
Molto sviluppato il senso dell’ospitalità
per cui sono diverse le strutture Alberghiere,
Agrituristiche, B.&B. e Alloggi vacanze
che unitamente a quelle della Ristorazione
si trovano dislocate nei vari Comuni della
Comunità Montana.
I prodotti tipici sono numerosi e di vero
pregio. Si trovano ottimi vini quali Barbera,
Dolcetto, Cortese, ma un elogio particolare
va speso per i vini dolci aromatici quali
il Moscato d’Asti D.O.C.G., il Brachetto
d’Acqui D.O.C.G ed il Loazzolo D.O.C
(vino prodotto da uve moscato a vendemmia
tardiva. Trattasi della più piccola
D.O.C. d’Italia).
Sono numerosi i laboratori artigianali specializzati
nella produzione di dolci tipici alla Nocciola
Tonda Gentile di coltivazione locale (Amaretti,
Torte alla nocciola, Torrone, Pasticceria
fresca e Secca ecc…), mentre dagli
allevamenti strettamente controllati e certificati
si producono carni di bovini di razza piemontese,
capponi e polli ruspanti di Langa e salumi
che fanno parte dei menù serviti
dai ristoratori locali. Un elogio particolare
va riservato alla Robiola Roccaverano D.O.P.,
formaggio prodotto da latte di capre selezionate
e condotte al pascolo nei prati della zona
di produzione. Unica D.O.P. a latte caprino
crudo e prodotta in un ristretto territorio:
è molto ricercata dai grandi ristoratori
di tutto il mondo.
L’ambiente è ben conservato
e ricco di boschi e passeggiate naturalistiche
adatte per trascorrere in tranquillità
piacevoli vacanze. Tutto il territorio ha
aderito ad un programma naturalistico “ogm
free” in collaborazione con il Comune
di Bubbio che oltre a far parte della Comunità
Montana è il primo Comune antitransgenico
d’Italia.
Per gli amanti della cultura si informa
che sono numerosi i Castelli ( esempio tipico
di recupero è Monastero Bormida),
le Torri, le Pievi, tutti di epoca medioevale
che meritano di essere visitati, mentre
da marzo a dicembre di ogni anno sono programmate
molteplici feste che vengono proposte nei
vari Comuni per ricordare le tradizioni
e la cultura locale.
Un territorio quindi quello della LANGA
ASTIGIANA tutto da scoprire e che merita
di essere visitato.
Comunità Montana Langa delle
Valli
www.langadellevalli.it
Formato da sedici Comuni : Bergolo,
Castelletto Uzzone, Castino, Cortemilia,
Cossano Belbo, Gorzegno, Gottasecca, Levice,
Monesiglio, Perletto, Pezzolo, Prunetto,
Rocchetta Belbo, Saliceto, Santo Stefano
belbo, Torre Bormida
Il termine "langa" è molto
antico e di incerto significato: nella tradizione
locale indica la tipica cresta assottigliata
delle colline. Il territorio delle Langhe,
colline alte fra i 400(bassa Langa) e 900
metri (alta Langa), è quello fra
l'Appennino ligure, a sud; i fiumi Tanaro
a ovest Bormida di Spigno a Est.
A nord la Langa si affaccia sulle suggestive
colline del Roero che, dolcemente, degradano
fino alla piana torinese. Ad est il Monferrato.
Il clima delle Langhe è addolcito
dai venti provenienti dal mare.

Colline come opere d arte, grandi boschi
, rustici in pietra di langa, cascine, macchie
di noccioleti caratterizzano questo angolo
di provincia “Granda”
Comunità Montana Alta Val
Bormida
www.cm-altavalbormida.it
Formato da diciotto Comuni : Altare,
Bardineto, Bormida, Cairo Montenotte, Coalizzano,
Carcare, Cengio, Cosseria, Dego, Mallare,
Massimino, Millesimo , Murialdo, Origlia,
Pallare, Piana Crixia, Podio, Roccavignale.
A cavallo tra la più conosciuta Riviera
Ligure e il basso Piemonte, zona di passaggio
obbligato tra le due regioni fin dai tempi
più remoti, il territorio della Comunità
Montana “Alta Val Bormida” è
una terra di confine, complessa e ricca
di contraddizioni. Di là dallo spartiacque
appenninico, più vicina alle Langhe
per paesaggio, ma anche per tradizioni e
parlata, la Val Bormida evidenzia una “piemontesità”
che l’ha sempre fatta rimanere un
po’ ai margini nella considerazione
degli altri liguri. Notevoli sono le risorse
naturali oggetto di continua scoperta e
valorizzazione: il patrimonio arboreo (la
copertura delle foreste raggiunge l’80%
dell’intero territorio), la flora
(ginepri, agrifogli, pungitopi, varie qualità
di felci e numerose orchidee selvatiche),
la fauna nonché le valenze del sottosuolo
(numerose grotte carsiche da cui sono emersi
anche reperti archeologici). In questa porzione
di entroterra ligure numerosi sono i castelli,
le torri e i borghi che rimandano al Medioevo,
epoca in cui il territorio acquistò
la fisionomia che ancora oggi gli è
propria.
Il patrimonio storico insediativo comprende
circa 30 Centri Storici maggiori, per la
maggior parte di fondazione medievale o
anche di impianto romano come nel caso del
Centro Storico di Cairo Montenotte. Mediamente
ogni comune possiede tre o quattro nuclei
storici minori per un totale di circa 70
insediamenti rurali che conservano ancora
le tradizioni edilizie e costruttive tipiche
dei borghi rurali.
A
questo patrimonio di forme urbane di notevole
valore paesistico si integra una costellazione
di architetture antiche di grande interesse
culturale e artistico raggruppate nelle
tre principali tipologie dell'edilizia civile
specialistica (ferriere, fornaci, segherie,
mulini, ecc.) con circa 120 emergenze maggiori;
di quella religiosa (chiese, cappelle, conventi,
oratori, ecc.) con circa 200 emergenze censite;
infine di quella militare con circa 40 castelli
di fondazione medievale e altrettanti forti,
ridotte e caserme di impianto ottocentesco,
localizzati, questi ultimi, lungo la direttrice
principale dello spartiacque tirrenico con
massime concentrazioni nei pressi dei valichi
del Giovo, di Cadibona e del Melogno.
Il tipo di orografia ha caratterizzato l'uso
della superficie del territorio, permettendo
l'attività agricola solo nella parte
bassa della vallata e destinando la fascia
collinare intermedia a pascoli e a coltivazioni
di castagno da frutto. Per quanto riguarda
l'attività produttiva, la vicinanza
con l’Alta Langa Piemontese ha condizionato
le scelte, orientandole prevalentemente
verso la zootecnia da latte e da carne,
di conseguenza molti ettari di territorio
sono coltivati a foraggio e a seminativi
in rotazione. Si segnala inoltre la particolare
attenzione rivolta all'allevamento ovi-caprino
che può contare su un centro di assistenza
tecnica specializzato a Cairo Montenotte.
La grande risorsa dell'agricoltura locale
di tipo più montano è rappresentata
dai funghi e dai tartufi, questi ultimi
sono presenti in diverse varietà,
sia bianchi che neri, i primi sono cercati
con successo nelle tartufaie di Plodio,
Cosseria, Millesimo, Cengio, Carcare e Cairo
Montenotte, quelli neri, invece, si trovano
soprattutto nel territorio di Dego e Piana
Crixia. Inoltre la realtà climatica
favorisce la coltivazione di piccoli frutti.
E proprio attraverso la valorizzazione e
lo sviluppo di queste colture, l'agricoltura
tende a qualificarsi come agricoltura di
qualità e di nicchia, non quindi
al servizio del grande mercato, bensì
per un target specifico e ristretto Numerosi
ristoranti della valle, in cui trionfano
i piatti della cucina tipica (una robusta
gastronomia di influenza piemontese, con
pietanze che indulgono agli aromi della
Liguria costiera), propongono abbondanti
nevicate di tartufi (particolarmente pregiato
il tartufo bianco della Val Bormida) a coronamento
ed esaltazione della prelibatezza delle
ricette tipiche. In questa zona, oltre ad
un notevole patrimonio storico, culturale
e architettonico, sono presenti numerose
aree di interesse naturalistico, dalle Aree
Protette regionali di Piana Crixia e del
Bric Tana, presso Millesimo, alla riserva
dell'Adelasia, all'oasi avifaunistica di
Rocchetta, al monte Camulera (Murialdo),
alla faggeta del Melogno (Calizzano), al
Parco Regionale del Monte Beigua, aree wilderness.
Non si possono poi dimenticare il Lago di
Osiglia, un bacino artificiale di 13 milioni
di metri cubi, nel quale si praticano sports
acquatici e si svolgono gare ed appuntamenti
sportivi, e i numerosi percorsi attrezzati,
percorribili a piedi, in mountain bike o
a cavallo.
Il clima si può considerare a metà
strada tra quello marittimo e quello padano.
PRODOTTI TIPICI
IL TARTUFO BIANCO
Da ottobre a dicembre, qualsiasi giornata
è ideale per una "scappata"
sulle colline del Monferrato, di Langa ,
territorio che nasconde vallate preziosissime:
qui nasce infatti il ricercatissimo tartufo
bianco (in latino "Tuber Magnatum"
), delizioso frutto della terra, vero e
proprio tesoro sotterraneo. Con il suo intenso
profumo e l'originale sapore è tra
i più misteriosi "gioielli"
del regno vegetale.
Lo sviluppo di questo prezioso tubero richiede
determinate condizioni: non ama l'asciutto
e necessita di determinati sali, si adatta
inoltre ad un certo clima e preferisce terreni
argilloso-calcarei, con la presenza di silice.
Si sviluppa in simbiosi con parecchie specie
di alberi: la quercia, il pioppo, il tiglio,
il salice, ecc. La sua rarità lo
porta ad essere pregiato. Il più
quotato è il tartufo di quercia,
abbastanza scuro e bitorzoluto, di maggiore
peso specifico, proveniente da terreni compatti.
In tavola, abbinato alle portate della migliore
cucina monferrina, lasciandosi guidare dagli
esperti ristoratori della zona. E' una vera
delizia, una grazia per il palato e, malgrado
la sua valutazione, tra i piaceri colti
e fini, è fra i meno costosi.
Il tartufo è anche on line con il
suo sito internet disponibile in tre lingue
(italiano, inglese, tedesco): l'indirizzo
è www.truffel.com
I FORMAGGI
La Robiola di Roccaverano: formaggio grasso
a pasta fresca non sottoposto ad alcuna
maturazione o stagionatura. Ha forma cilindrica
con facce piane, leggermente orlate. Il
peso di ciascuna forma può variare
tra i 400 e i 200 grammi. La pasta è
di colore bianco latte ed è finemente
granulosa, mentre non è presente
alcuna crosta esterna. Al gusto risulta
leggermente acidula con un sapore delicato,
saporito e tipico.
La Toma Piemontese: formaggio semicotto
a pasta morbida, è stagionato in
tradizionali grotte e ambienti idonei per
almeno 60 giorni. Ha sapore dolce e gradevole
ed aroma delicato
LA NOCCIOLA
La nocciola del Piemonte è la più
conosciuta ed apprezzata tra le nocciole
che crescono in Italia ed è uno dei
vanti della produzione agricola di Monferrato
e Langhe: apprezzata per la delicatezza
del suo sapore e anche per la facilità
della calibratura, l'eccellente pelabilità,
la buona resa allo sgusciato e la spiccata
attitudine ad essere conservata.
Già a partire dal secolo scorso i
pasticceri torinesi valorizzarono le qualità
di questa particolare specie di nocciola,
primo fra tutti Michele Prochet che la inserì
come ingrediente insostituibile del cioccolato
gianduja.
Un dolce tipico delle Langhe e del Monferrato
è proprio la torta di nocciole, una
focaccia morbida o compatta a seconda delle
diverse ricette che ogni paese rigorosamente
tramanda. Anche la gastronomia tradizionale
utilizza la nocciola come ingrediente per
salse e sughi salati o come contorno di
piatti importanti quali gli arrosti, i formaggi
freschi e stagionati delle Langhe e i dessert
a base di frutta secca e miele.
Il nocciolo è entrato a tal punto
a far parte della cultura locale da essere
avvolto da un'aura di magia: i contadini
ritenevano che il suo cespuglio fosse abitato
da fate e folletti, mentre, per attività
più pratiche, proprio una verga di
nocciolo è lo strumento dei rabdomanti.
LIGURIA
La Liguria è affacciata
sul mar Ligure a sud e confina con la Francia
a ovest, con il Piemonte a nord-ovest, con
l'Emilia-Romagna a nord-est e con la Toscana
a est. È ripartita nelle province
di Imperia, La Spezia, Savona e Genova che
è anche capoluogo regionale.
La Liguria gode di un clima mediterraneo,
ma non uniformemente; essa risente della
morfologia accidentata di un territorio
in gran parte montuoso, ma aperto su un
mare decisamente caldo rispetto alla sua
latitudine relativamente elevata. I fattori
morfologici principali sono infatti due,
la forma ad arco aperto verso mezzogiorno
della regione e la dorsale montuosa che
si sviluppa tra il confine francese e quello
toscano e costituisce la displuviale tra
il versante tributario del Mar Ligure e
quello padano-adriatico.
Questa morfologia complessa genera condizioni
microclimatiche diverse nelle due riviere,
infatti, mentre le coste dell'Imperiese
e dell'Ovest Savonese vantano una piovosità
moderata (700-900 mm annui), dovuta al fatto
che queste aree si trovano sottovento rispetto
alle umide correnti sud-occidentali e meridionali,
e temperature quasi tutto l'anno costanti
su valori miti, perché protette da
una dorsale montuosa a tratti molto elevata
e soggette a fenomeni di "foehn alpino"
quando i venti spirano da settentrione.
Tali valori poi hanno caratteristiche di
eccezionalità se si prende in considerazione
la latitudine piuttosto elevata di questi
territori, che lambiscono il 44° parallelo
Nord, basti pensare che a Sanremo le temperature
medie mensili sono comprese tra i +9,4°C
di gennaio e i +24,1°C di luglio, mentre
a Bordighera la media giornaliera del mese
di gennaio sale addirittura a +10,1°C,
valore non dissimile da quelli che caratterizzano
le coste del Golfo di Salerno e della Calabria
tirrenica settentrionale.
Le coste da Savona alla Spezia possono conoscere
d'inverno periodi più rigidi, perché
meno efficacemente protette dai venti settentrionali,
anche se le temperature medie invernali
(gennaio), nella fascia costiera, sono miti
e comprese quasi ovunque tra i +7 e i +8°C
(ma con valori attorno ai +9°C in alcune
aree particolarmente riparate, come la fascia
litoranea del Golfo Paradiso, quella delle
Cinque Terre e il tratto di litorale compreso
tra Arenzano e Varazze); in genere la piovosità
cresce procedendo da Savona verso Est, con
medie che si portano rapidamente attorno
ai 1100-1200 mm annui, ma con punte di oltre
1400 mm in alcune aree del settore centro-orientale
del Golfo di Genova e nel settore più
interno del Golfo della Spezia; molto bassa
la frequenza delle gelate nella fascia litoranea,
si passa infatti dai 0,4 giorni annui di
Alassio, ai 3,2 di Sestri Ponente fino ai
5,8 di Chiavari e ai 10,7 della Spezia;
le gelate oltre ad essere rare sono in genere
lievi (seppure a Genova e a Savona si siano
registrati valori minimi fino a -8°C
e qualche giorno di ghiaccio, durante alcuni
inverni particolarmente freddi, questi sono
comunque casi eccezionali e non di rado,
nelle due città liguri, l'inverno
può trascorrere senza una sola gelata
notturna).